lunedì 31 marzo 2008

O tempora (un inutile sfogo)

Come tutti gli anni, siamo passati all'ora legale. Come se l'altra fosse di contrabbando.
E come tutti gli anni io passerò un buon paio di settimane e più con i ritmi giornalieri a pallino e i cabasisi che mi girano, invocando spesso i santi e la vergine con attribuzioni varie e colorite.

Si è capito che sono contrario all'ora legale?

Tutti gli anni i TG e i media consociati ci raccontano delle vagonate di soldi che abbiamo risparmiato grazie allo spostamento delle lancette, ma boja se c'è uno che ti spiega dove cribbio li avremmo risparmiati.

Forse nei lontani anni '60 della mia infanzia il risparmio effettivamente c'era, ma adesso? Le luci stradali (che non sono poche, prova ne sia l'inquinamento luminoso denunciato da tutti gli osservatori astronomici) restano accese comunque lo stesso numero di ore, idem dicasi ormai per le luci negli uffici, per non parlare delle apparecchiature elettriche (PC, stampanti, terminali...) che in molti casi restano in funzione 24 ore su 24.
I negozi hanno ormai la simpatica abitudine di lasciare le vetrine illuminate per tutta la notte; taccio, per dirne una, degli impianti antifurto che della luce solare se ne catafottono allegramente e guardano solo le ore di chiusura che rimangono le stesse.

Insomma, qualcuno mi spiega dove sarebbe questo fantomatico risparmio per il quale dobbiamo sconvolgerci i ritmi due volte all'anno? Nell'illuminazione di casa? Con televisori, videoregistratori, lettori DVD accesi comunque tutta notte, sia pure in standby? (che poi non è che in standby non consumano proprio niente...)

Che differenza fa?

E non mi si dica che un'ora ogni tanto è cosa da poco, ché crearsi appositamente un sia pur piccolo jet-lag non è esattamente un toccasana per il sistema nervoso (per non citare la rottura di scatole insita nel risistemare ogni volta i mille orologi ai quali siamo costretti ad affidarci...)

Accidenti all'asse terrestre inclinato.