Questa notizia me l'ero persa. Risale al 2006, e in breve si tratta della storia di una bambina colombiana, stuprata ripetutamente dal patrigno e rimasta incinta ad undici anni. La nonna della bambina si è presa l'incombenza di portarla in una clinica per farla abortire.Per la cronaca, in Colombia, nonostante le ingerenze del clero, l'aborto è stato depenalizzato se la gravidanza è conseguenza di uno stupro. (e naturalmente l'arcivescovo di Bogotà "aveva dichiarato scomunicati i giudici della Corte Costituzionale che avevano votato a favore della depenalizzazione, insieme a tutti coloro che l’avevano promossa")
Tornando alla storia iniziale, i vescovi colombiani, con a capo il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, cardinal Alfonso López Trujillo, hanno scomunicato "tutte le persone che hanno partecipato all’intervento medico" della bambina undicenne, definendole malfattori in quanto "hanno stroncato la vita di un innocente prima della nascita".
Simpaticamente, la scomunica NON colpisce il patrigno che ha stuprato la bambina: evidentemente secondo i monsignori le porte del regno dei cieli sono ancora aperte per uno stupratore di bambine, ma non per gli orridi malfattori che hanno impedito ad una undicenne in non so quali condizioni psichiche di provare le gioie di un parto indesiderato. Non parliamo poi della nonna, che anziché fare la calza o stare zitta ad una finestra, si è intromessa nell'intimo e riservato rapporto d'amore (...) che legava un padre e una figlia.
Suppongo che l'elefantino ammaestrato, che immagino totalmente in'accordo coi vescovi colombiani, avrebbe suggerito di far nascere il bambino (davvero desiderato e frutto dell'amore!) per affidarlo a qualche famiglia in cerca di un figlio in adozione. Magari -che so io- un figlio di milionario sposato con una lavoratrice precaria...





