il libro: Ottimo, benché breve (e che pretendi da un monologo teatrale? Mille pagine?)
Simpatica la storia, raccontata in modo un po' particolare in prima persona, sul cadavere più ingombrante del dopoguerra. Quello del cavalier Benito Mussolini, se non si fosse capito. Dalla morte avvenuta non si sa ancora precisamente come, dove e quando (il 29 aprile? il 27? e chi lo ha ucciso? il famoso Valerio? o chi altro?...), passando ovviamente per piazzale Loreto, luogo storico quasi innominabile, al quale l'anonima urbanistica attuale e la memoria collettiva cercano di sottrarre una memoria imbarazzante; per giungere alla tomba di famiglia finale attraverso il furto della salma, gli anni trascorsi dai resti d'er puzzone in un baule nascosto in un convento e altre amenità.
Molto interessante la parte dietro le quinte, sulla visita alla tomba di Predappio che l'autore-attore effettuò in loco, in una sorta di mondo parallelo che sembra ignorare i decenni trascorsi, con gadget nostalgici, un picchetto d'onore di volontari in cappa nera di guardia davanti alla cripta con il sarcofago decorato da fasci (o non c'era il reato di apologia? mah...), la tentata canonizzazione -per fortuna fallita- di mamma Rosa (quella che avrebbe dovuto essere colta da improvvisa luce...) e l'incredibile Madonna del Fascio
l'acquisto: Cerco il libro sul sito di una libreria genovese dove purtroppo passo troppo del mio tempo e lascio troppi dei miei soldi, scoprendo che ne hanno "poche copie disponibili" (il che significa in genere un paio al massimo); la sera mi reco alla libreria e cerco nello scaffale teatro (piano rialzato). Ricerca capillare ma infruttuosa.
Chiedo ad un commesso che controlla sul terminale, il libro c'è, ma è al piano terra, fra la narrativa. Cerchiamo insieme fra gli autori in alfabetico, e facciamo un altro buco nell'acqua. A questo punto dico al commesso che vabbè, non c'è fretta, potete eventualmente farmelo arrivare? Ma ormai l'orgoglio professionale ha avuto la meglio, l'addetto non mi ascolta più, torna al terminale e consulta ancora videate per me criptiche, gira fra le pile di libri e chiede ai colleghi vaganti dove cribbio (eufemismo) è lo scaffale 178 (qualcosa come l'area 51 di Roswell, immagino). Nessuno lo sa.
Finalmente, un'illuminazione: mi fa cenno di seguirlo, e dietro al mio Virgilio concludo la discesa agli inferi nel piano inferiore della libreria. Reparto storia. Coinvolgendo il locale collega e un altro cliente (che sentito il nome dell'editore specializzato in ben altro chiede "Ma non sarà un fumetto?"), troviamo il testo nel reparto biografie. Questo perché il sottotitolo del libro recita "Autobiografia postuma di Mussolini Benito". Capisco che l'equivoco sia più che comprensibile, ma un sorriso mi scappa lo stesso...
Cerco di ringraziare i commessi che si sono tanto sbattuti, ma con un guizzo da Batman sono già scomparsi nel marasma degli altri clienti prima ancora che io possa parlare (Allora è così che ci si sente...)
Dux in scatola
Autobiografia postuma
di Mussolini Benito
Coniglio editore (2007)





